Mazara del Vallo e il museo del Satiro danzante

Mazara del Vallo e il museo del Satiro danzante

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Duca di Castelmonte Agriturismo,
Via Salvatore Motisi, 11
CAP 91100 - Trapani (TP)
Dintorni

Nella Sicilia araba e greca

Mazara, la cui fondazione, come per Marsala, risale all'epoca fenicio-punica, costituisce uno dei maggiori centri per la pesca d´altura d´Italia.

La visita del centro storico inizia alla Cattedrale, costruita dai normanni nel XI sec. sui resti della Moschea Grande araba. Proseguendo si raggiunge l'ex-collegio dei Gesuiti, oggi diventato centro culturale cittadino con una sezione museale archeologica e una dedicata all'artista contemporaneo Pietro Consagra di origine mazarese. Addentrandosi nel quartiere più antico della città si ha l´impressione di trovarsi in una kasbah araba: il tessuto urbano con i suoi vicoli tortuosi e spesso ciechi, risale ancora oggi ai tempi della dominazione araba del IX e X secolo.

Imperdibile una visita al museo del Satiro Danzante, ospitato presso la chiesa di Sant'Egidio (una delle oltre trenta chiese antiche che sopravvivono nella città di Mazara del Vallo, fondata nel 1424 dalla confraternita omonima).
La statua del Satiro danzante, rinvenuta nella primavera del 1998 durante una battuta di pesca nel canale di Sicilia, è un rarissimo esempio di statuaria bronzea greca. Flesso sul fianco destro, con le braccia distese in avanti, è colto nell'attimo in cui sta compiendo un salto sulla punta del piede destro sollevando contemporaneamente la gamba sinistra. I capelli, resi a fitte ciocche sottolineate da sottili incisioni, sono agitati dal pathos della danza orgiastica, che sconvolge ogni regola di equilibrio conferendo a tutto il corpo un movimento enfatico. Straordinariamente conservati gli occhi, in calcare alabastrino in origine integrato con pasta vitrea colorata. La statua è alta poco più di 2 metri e pesa 96 Kg. Secondo l'iconografia del satiro in estasi, già nota dal IV sec., la statua doveva tenere con la mano destra il tirso, attributo di Dioniso mentre il braccio sinistro reggeva una pelle di pantera e la mano sinistra una coppa di vino.

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